mercoledì 1 giugno 2011

Apple nel mirino dell'antitrust

apple.jpg Dopo appena 4 giorni dalla chiusura dell’ultima istruttoria aperta nei confronti di 7 grandi catene di distribuzione, l’AgCom ha deciso di avviare un procedimento nei confronti di Apple e Comet per la tutela dei consumatori.
Le 7 istruttorie appena concluse, hanno coinvolto le imprese che operano con le insegne Expert, Carrefour, Auchan, Panorama, IPER La Grande I, Eldo Italia, Di Salvo e Della Martira per un totale di circa 460 punti vendita e che non rispettavano le norme vigenti sull’assistenza post vendita che il Codice del Consumo riserva ai consumatori. In particolare, l’Autorità ha reso vincolanti alcuni impegni: tempi certi e ragionevoli per ottenere, dal venditore, la sostituzione o la riparazione di un prodotto difettoso; la durata della garanzia legale da fare valere nei confronti del venditore per 24 mesi dall’acquisto e entro due mesi dal manifestarsi del difetto; informazione chiara sulla differenza tra garanzia legale e servizi di assistenza aggiuntivi o accessori e sui diritti dei consumatori in materia, nonché le modalità semplici per l’esercizio del diritto di recesso per gli acquisti effettuati via internet.
L’avvio della nuova indagine interessa invece la “Mela” più famosa al mondo: secondo i primi accertamenti compiuti dagli uffici la società, insieme alla catena di vendita Comet, proporrebbe un contratto di assistenza a pagamento, Apple Care, senza chiarire al consumatore che il contratto si sovrappone temporalmente al secondo anno della garanzia legale che non comporta costi per il consumatore.
Le due società sarebbero quindi accusate di non informare correttamente l’acquirente sulla durata legale della garanzia, invitandolo a sostenere una spesa aggiuntiva non necessaria.
Non rimane, quindi, che aspettare la fine dell’indagine, sperando che possa essere la fine di una delle tante truffe a danno del consumatore.

Stop alle cabine telefoniche

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L’AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) ha accettato l’istanza presentata da Telecom Italia, nella quale la società richiedeva la revisione dei criteri definiti dalla delibera n. 290/01/CONS in merito alle postazioni telefoniche pubbliche. Secondo Telecom, i costi sostenuti per la manutenzione degli apparecchi non sono proporzionati ai ricavi ottenuti dall’utilizzo delle cabine telefoniche e ai finanziamenti  erogati dall’AGCOM. Un’indagine ha rilevato che dal 2008 il traffico generato dalle postazioni telefoniche ha subito un continuo calo tanto che il 27% circa degli apparecchi presenti in tutto il territorio nazionale origina meno di due chiamate al giorno e il 54% circa meno di 3 chiamate.
Il contesto internazionale mostra come l’utilizzo dei PTP è sempre meno frequente nei paesi dell’Unione Europea, dove i provvedimenti relativi alla rimozione degli stessi è disciplinata per particolari casi e previa consultazione dei potenziali utenti.
In Italia il numero delle cabine telefoniche si aggira intorno alle 130 000 unità, molte delle quali dismesse e con linee telefoniche non più attive. L’Autorità darà via al censimento di queste strutture e, qualora lo ritenesse necessario, affiderà a Telecom l’incarico di rimuoverle entro 120 giorni dalla delibera finale o entro 30 giorni nei casi di evidente stato di abbandono. Verranno verificate e mantenute tutte le cabine all’interno  delle scuole, dei luoghi di lavoro, negli ospedali, nelle caserme, nelle carceri e negli uffici della pubblica amministrazione, e laddove è proibito l’uso del telefono mobile.
Sessanta giorni prima della rimozione dell’apparecchio, la Telecom sarà obbligata ad informare gli utenti esponendo specifici cartelli adesivi in cui viene descritto il motivo della dismissione, l’indirizzo e-mail per opporsi al provvedimento e il riferimento alla pagina del sito internet di Telecom Italia è possibile individuare l’elenco delle cabine telefoniche sul territorio nazionale.
L’utente e/o l’ente locale ha 30 giorni di tempo, dalla notifica della notizia di rimozione, per presentare le proprie obiezioni opportunamente motivate alla Direzione per la Tutela dei Consumatori dell’AGCOM, inviando una mail all’indirizzo cabinatelefonica@agcom.it. 

Ufficio Legale

Sale il bilancio delle vittime

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In Germania continua l’epidemia dal batterio Echerichia Coli Enteroemorragico (EHEC) che provoca diarrea emorragica e la sindrome emolitico –uremica e nei casi peggiori coma e morte. Oltre ai morti sono tanti i ricoveri ospedalieri e purtroppo casi sospetti si stanno verificando anche in altri paesi europei, in Svezia, Danimarca, Gran Bretagna, Francia, Austria, Olanda e Svizzera.
Il problema sarebbe dovuto al consumo di cetrioli contaminati.
In Italia il Ministro della Salute, Ferruccio Fazio, ha dichiarato di aver allertato l’Istituto Superiore di Sanità per i controlli e prosegue ”nessun caso di cetrioli infetti in Italia, i Nas sono al lavoro per individuare eventuali arrivi di verdure contaminate”. Senza dimenticare, aggiunge il ministro, che per non correre rischi, è prudente rispettare alcune norme d’igiene così da evitare la contaminazione, come lavare molto bene le verdure, gli utensili utilizzati in cucina, lavarsi bene le mani ed evitare il contatto di prodotti già lavati con quelli da lavare. “Queste norme permettono di evitare episodi di tossinfezione alimentare da Escherichia Coli” ha dichiarato il ministro.
La Coldiretti invita a consumare ortaggi di stagione, comprare prodotti “a kilometro zero”, quindi direttamente dai produttori agricoli e nei mercati dove sono presenti gli stessi agricoltori.
La sorveglianza resta alta in tutta Europa, i Centri Europei per il Controllo delle Malattie stanno collaborando con i ministeri della sanità dei singoli stati, con l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, la Commissione Europea e l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms). 

Nuova delibera sulla questione taxi

taxi_0.jpg Ieri è stata convocata presso l’Assessorato alle Politiche della Mobilità di Roma Capitale una riunione tra le associazioni per i consumatori e l’Assessorato per discutere su un tema molto delicato che riguarda la regolamentazione dei taxi.
L’Assessorato ha illustrato la delibera per la regolamentazione dei taxi e soffermandosi sui punti salienti e ha scaldato la tavola rotonda con le associazioni riunite. I punti di discussione sono stati diversi, primo fra tutti quello sulle tariffe e i relativi supplementi fissati dalla Giunta di Roma con scadenza biennale che saranno aggiornate in base all’indice di inflazione del settore, possono essere fissate tariffe predeterminate da e per aeroporti, porti, attrazioni turistiche o commerciali della città e della regione, un punto poco chiaro riguarda le destinazioni fuori Roma in cui non è prevista una tariffa ben determinata, ma sarà demandata alla libera contrattazione tra le parti nei limiti di una tariffa chilometrica massima. Saranno previsti costi ridotti per donne che viaggiano di notte, per le corse dirette agli ospedali, per giovani all’uscita delle discoteche il venerdì e il sabato.        
Verrà implementato il sistema unico di chiamata taxi “060609” in modo da ridurre i tempi di attesa e così i costi. I titolari dei taxi sono obbligati al rilascio di ricevute automatiche complete di numero di licenza, nominativo del titolare, costo del viaggio, data e ora.
Se l’erogatrice delle ricevute dovesse essere guasta, è stato proposto da parte delle associazioni di rilasciare delle ricevute prestampate dal comune di Roma previa segnalazione per dichiarare il mal funzionamento dello strumento. Inoltre verranno stanziati fondi per incentivi proprio per l’erogatrice di ricevute e per le autovetture ad emissione di inquinanti ridotta. È stato proposto l’inserimento delle corsie preferenziali per l’estate e nuovi parcheggi nell’area della stazione termini, per contenere il problema dei tassisti abusivi.C’è poi tutta una parte della delibera che riguarda i mezzi pubblici a trazione animale.
Infine si è affrontato il problema della commissione consultiva che è stata modificata; da 27 membri si è scesi a 20 così ripartiti: 3 esperti del settore designati dal sindaco, 12 rappresentanti per il settore taxi di cui 2 per il settore noleggio e 5 rappresentanti designati dalle associazioni degli utenti operanti in ambito locale; per questo punto le associazioni si sono dette contrarie per la differenza numerica con i rappresentanti dei tassisti. Il provvedimento dovrà essere esaminato oggi dalla Commissione Consultiva e successivamente passare al vaglio della Giunta.

Allerta per infezione batterica

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Allarme in Germania a causa dell'improvviso diffondersi di un'epidemia derivata dal batterio fecale "Esterichia coli" O104 (Ehec), che è presente nella parte inferiore dell'intestino degli animali.
L’infezione ha causato  già 4 morti  e 140 persone colpite da disturbi intestinali. La virulenza dell’infezione ha spinto le autorita' tedesche ad alzare il livello di guardia per cercare di limitarne la diffusione. In particolare, tramite i mezzi di comunicazione, sono stati lanciati appelli alla popolazione  per ricordare loro di lavare con la massima cura i cibi.
Il focolaio dell’infezione non è stato ancora indentificato. Le regioni più colpite sono quelle della Germania settentrionale, Schleswig-Holstein e Bassa Sassonia, anche se non si esclude una rapida diffusione verso sud.
Il batterio E. coli si trova nell'intestino degli esseri umani e degli animali a sangue caldo. La maggior parte dei ceppi sono innocui, ma alcuni possono causare gravi malattie a trasmissione alimentare. La questione che preoccupa di più i sanitari sono i casi di Sindrome emolitico uremica (SEU) che si sviluppa in alcuni soggetti dopo l’ingestione di alimenti contaminati. L'uomo contrae la malattia essenzialmente attraverso il consumo di alimenti contaminati, come la carne cruda o poco cotta e latte non pastorizzato. A questi cibi, dunque, bisogna al momento prestare la massima attenzione. In Italia, il ministero della salute sino ad ora non si è espresso e anche il sistema di allerta europeo non si è attivato, anche se non si escludono collegamenti con gli altri paesi.

Lotta contro le fordi nel settore ittico

pesci.jpg Un rapporto della Commissione europea pubblicato oggi segnala come le tecnologie molecolari, basate sulla genetica, la genomica, la chimica e la medicina legale, possano aiutare ed eliminare i dubbi che girano intorno ai prodotti ittici specialmente una volta trasformati.
Nel presentare la relazione alla manifestazione “Slow Fish” a Genova, Maria Damanaki, commissaria europea responsabile degli Affari marittimi e della pesca, ha affermato: “La pesca illegale raggiunge, a quanto pare, un valore di 10 miliardi di euro all’anno in tutto il mondo. Si tratta di un’attività criminale con effetti nefasti per tutta l’economia, distruttivi per l’ecosistema marino e dannosi per le collettività dei pescatori e i consumatori. Non vi può essere pesca sostenibile se le regole non sono rispettate, nelle acque dell’Unione europea e fuori di esse”.
Máire Geoghegan-Quinn, commissaria europea responsabile per la ricerca, l’innovazione e la scienza e alla quale fa capo il CCR ha dichiarato: “Quest’importante relazione elaborata da scienziati della Commissione europea che operano presso il Centro comune di ricerca indica come un uso più ampio e più coordinato delle tecnologie molecolari innovative possa aiutare a sventare le frodi nel settore della pesca e a garantire che i consumatori paghino il prezzo corrispondente ai prodotti che comprano e sappiano cosa mangiano.” L’obiettivo è promuovere un dialogo informato tra le varie parti interessate: divulgare le informazioni e la consulenza.
Due delle tecniche fraudolente più diffuse nel settore della pesca sono l’indicazione, in etichetta, di un nome falso della specie di pesce o del prodotto della pesca venduto oppure la dichiarazione di una falsa origine geografica. La relazione descrive in che modo le metodiche molecolari, come quelle basate sulla tecnologia del DNA, permettano di identificare le specie anche nei prodotti trasformati. Le tecnologie molecolari costituiscono perciò un potente strumento di controllo e possono essere utilizzate nel processo di verifica, in particolare durante il cosiddetto esame fisico di un prodotto.

Telefonia e web, nuove norme dall'UE

tele e web.jpg Novità in arrivo nel settore delle telecomunicazioni per i cittadini dei paesi dell’Ue. Da domani, mercoledì 25 maggio, gli stati membri saranno tenuti ad attuare a livello nazionale le norme nella suddetta materia, per aumentare la competitività del settore e offrire migliori servizi nella telefonia fissa, mobile e internet.
Attualmente, sono già previste una serie di disposizioni volte a tutelare gli interessi di utenti e consumatori in genere, ma la Commissione ha introdotto delle nuove condizioni, al fine di aggiornare e chiarire la direttiva sulla protezione dei dati , in particolare contro la violazione di dati personali o spam (e-mail indesiderate) in ragione degli sviluppi tecnologici; rendere obbligatoria l'estensione del numero europeo per le chiamate di emergenza 112; mantenere e consolidare gli obblighi esistenti per quanto riguarda la gestione dei reclami e la composizione delle controversie; aumentare la trasparenza dell'informazione (anche sulle tariffe) per i consumatori; imporre ai fornitori di pubblicare informazioni sulla qualità del servizio ad uso dei clienti.
Per quanto riguarda la telefonia, oltre al passaggio da un operatore fisso a uno mobile senza dover cambiare il proprio numero di telefono, si prevede che i contratti iniziali di abbonamento per i clienti avranno una durata massima di 24 mesi e gli operatori saranno obbligati a offrire contratti di 12 mesi (facilitando il passaggio ad un altro operatore nel caso di offerte più convenienti).
Gli utenti di Internet dovranno invece ricevere informazioni in merito alle tecniche di gestione del traffico e al loro impatto sulla qualità del servizio, così come eventuali altre limitazioni (limiti di larghezza di banda, velocità di connessione disponibili, blocco o strozzatura dell'accesso a taluni servizi come i servizi VoIP); i contratti dovranno inoltre contenere informazioni dettagliate relative ai rimborsi e alle compensazioni offerte qualora tali livelli minimi non siano raggiunti.
L’Italia dovrà quindi adeguarsi a breve alle nuove direttive, altrimenti rischia dei provvedimenti di infrazione da parte della Commissione.

martedì 17 maggio 2011

Xango multata per 250 mila euro

xango-.jpg L'L'antitrust ha multo per 250 mila euro la società Xango italy, azienda operante nel commercio al dettaglio di succhi di frutta, bevande, integratori alimentari e dietetici. Secondo l'antitrust, il metodo di commercializzazione del prodotto è stato scorretto, mirato sul creare confusione sulla reale natura del prodotto, proprietà e composizione della bevanda. Inoltre il sistema usato da Xango per la commercializzazione e vendita del prodotto, metodo che coinvolgeva i consumatori con uno schema piramidale di acquisto e vendita del prodotto dove i consumatori venivano incentiva a ricercare altri consumatori-venditori attratti dalla possibilità di un facile guadagno, è risultato violare diversi articoli del codice del consumo. Infatti, da un controllo dell'antitrust risulta che solo il 10% delle molte persone coinvolte nelle vendite del prodotto percepivano un compenso.antitrust ha multo per 250 mila euro la società Xango italy, azienda operante nel commercio al dettaglio di succhi di frutta, bevande, integratori alimentari e dietetici. Secondo l'antitrust, il metodo di commercializzazione del prodotto è stato scorretto, mirato sul creare confusione sulla reale natura del prodotto, proprietà e composizione della bevanda. Inoltre il sistema usato da Xango per la commercializzazione e vendita del prodotto, metodo che coinvolgeva i consumatori con uno schema piramidale di acquisto e vendita del prodotto dove i consumatori venivano incentiva a ricercare altri consumatori-venditori attratti dalla possibilità di un facile guadagno, è risultato violare diversi articoli del codice del consumo. Infatti, da un controllo dell'antitrust risulta che solo il 10% delle molte persone coinvolte nelle vendite del prodotto percepivano un compenso.

Rinnovabili, ecco il quarto conto energia

rinnovabili.jpg Grandi novità nel settore rinnovabili. E’ stato infatti pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto interministeriale dello Sviluppo economico e dell’Ambiente che introduce il quarto Conto Energia, ovvero il nuovo regime di incentivi per la produzione di energia elettrica da impianti solari fotovoltaici. Il decreto si applicherà agli impianti fotovoltaici che entreranno in azione dal 31 maggio 2011, fino al 16 dicembre 2016, un intervallo di tempo abbastanza lungo nel corso del quale il settore dovrebbe arrivare gradualmente all’autosufficienza economica.
L’obiettivo indicativo di potenza totale che dovrebbe essere installata a livello nazionale è di circa 23.000 MW, corrispondenti ad un costo indicativo cumulato annuo degli incentivi stimabile tra i 6 e i 7 miliardi di Euro.
Verranno eliminati i limiti di produzione con l’introduzione di un sistema di regolazione automatica degli incentivi, basato sulla potenza installata, che entrerà a regime dal 2013; inoltre verranno eseguiti dei controlli da parte di ENEA e GSE per evitare l’installazione di impianti non rispondenti alle caratteristiche e prestazioni offerte.
Per quanto riguarda la tariffa invece, verrà percepita al momento dell’entrata in esercizio dell’impianto: nel caso in cui ritardi di varia natura facessero perdere il diritto ad una determinata tariffa incentivante, il proprietario dell’impianto potrà richiedere un indennizzo. Tutta questa serie di novità dovrebbe portare al raggiungimento della famosa grid parity, ovvero la competitività della tecnologia, già dal 2017.
Oltre alle tariffe incentivanti, sono previsti dei premi aggiuntivi per i piccoli impianti su edifici, in particolare:
- per gli impianti abbinati ad un uso efficiente dell’energia;
- del 5% per gli impianti ubicati in zone industriali, miniere, cave o discariche esaurite, area di pertinenza di discariche o di siti contaminati;
- del 5% per i piccoli impianti, realizzati da comuni sotto i 5000 abitanti;
- di 5 centesimi di euro/kWh per gli impianti installati in sostituzione di coperture in amianto;
- del 10% per gli impianti il cui costo di investimento, per quanto riguarda i componenti diversi dal lavoro, sia riconducibile per almeno il 60% ad una produzione realizzata nell’Unione europea.
Rimangono comunque alcune perplessità, in primis il fatto che questo decreto regola il sistema di incentivazione del solo fotovoltaico, bisognerà attendere, quindi, ancora per scoprire il futuro delle altre fonti rinnovabili.

Antitust multa le compagnie low cost

foto_volare_052.jpg L’estate si avvicina e gli italiani si preparano in largo anticipo a prenotare le loro vacanze estive, confrontando i prezzi, con un occhio particolare agli sconti applicati dalle diverse compagnie aeree low cost, che mensilmente propongono tariffe a partire da 1 euro. Attenzione però perché, molto spesso, succede che i posti disponibili sono limitati e il prezzo finale non corrisponde a quello di partenza: al costo iniziale bisogna aggiungere infatti, anche altre spese, come il check-in online e le tasse. Nell’ultimo periodo inoltre, sempre più compagnie hanno deciso di introdurre un costo aggiuntivo ulteriore: il pagamento per la prenotazione con carta di credito, che generalmente ammonta a 5 euro. Proprio in seguito a questa mossa, l’Antitrust ha deciso di sanzionare con multe del valore complessivo di 285 mila euro Alitalia (80 mila euro), Blu express (75 mila euro), Germanwings (35 mila euro) e Air Italy (55 mila euro). L’Autorità ha ritenuto scorretto, in base al Codice del Consumo, la separata applicazione, nonché la mancanza o incompleta informazione in merito al “supplemento carta di credito” rispetto al prezzo del volo, addebitato solo nella fase conclusiva del processo di prenotazione su internet. Sono state inoltre doppiamente sanzionate Alitalia e Germanwings, per aver pubblicato sul web, solo in lingua inglese, le condizioni tariffarie o le condizioni generali di trasporto, obbligatorie per perfezionare l’acquisto, provocando difficoltà ai consumatori italiani.
Attenzione quindi, quando acquistate un biglietto online, agli oneri aggiuntivi applicati dalle compagnie, e per qualunque tipo di informazione o denuncia, potete rivolgervi alle nostre sedi presenti sul territorio nazionale.

Vetro è meglio

vetro.jpg I contenitori di vetro sono i più preferiti in Europa ma sopratutto in Italia. A confermarlo è un indagine della FEVE, Federazione Europea dei contenitori di vetro, evidenziando in Europa, principalmente in Italia, una maggiore preferenza per il vetro che per altri tipi di materiali. Secondo lo studio, il 54% dei consumatori europei (62% in Italia) preferisce acquistare prodotti in vetro, poichè in grado di mantenere intatto il sapore di ciò che contiene, il 48% (58%in Italia), perchè non nuoce alla salute, e il 43% degli europei e italiani, lo preferisce perchè amico      dell' ambiente.
Il vetro infatti, è il materiale più riciclato dai consumatori: addirittura l' 86% in Italia contro l' 80,1% in Europa. La ricerca  ha interessato 17 paesi europei, e evidenzia come i consumatori siano più indirizzati verso un consumo più responsabile. Ha commentato  Antonio Lui, Presidente della sezione produttori vetro cavo di Assovetri, che per le sue caratteristiche, il vetro rappresenta il perfetto contenitore per i prodotti puri e naturali. La preferenza per il vetro resta molto alta per il vino, birra e alcolici, ma anche per condimenti, cibi per bambini e bibite. Quello che emerge dalla ricerca  è che i consumatori comprerebbero più vetro se lo trovassero sugli scaffali dei negozi; e conclude affermando che un italiano su due preferirebbe il latte nella tradizionale bottiglia di vetro, ma solo il 6% riesce a comprarlo.
In oltre, anche la commissione europea, invita i genitori a usare biberon di vetro come opzione più sana.

giovedì 12 maggio 2011

Decreto sviluppo 2011

decreto.jpg Il governo ha approvato un decreto legge contenente vari provvedimenti finalizzati allo sviluppo e al rilancio dell’economia Italiana. Le misure, divise in dieci articoli, riguardano le seguenti materie:
Ricerca scientifica: Istituzione di un credito d’imposta fino al 90% per le imprese che finanziano progetti di ricerca in Università o Enti.
Lavoro: Istituzione di un credito d’imposta pari a 300€ per incentivare le imprese del mezzogiorno ad assumere lavoratori a tempo indeterminato.
Turismo: Diritto di superficie per gli arenili della durata di 90 anni riguardante anche aree già occupate lungo le coste da edificazioni esistenti.
Opere pubbliche: Diminuzione dei tempi di costruzione delle opere pubbliche, soprattutto se di interesse strategico; semplificazione delle procedure di affidamento dei relativi contratti pubblici; garanzia di un più efficace sistema di controllo; riduzione del contenzioso.
Edilizia privata: Introduzione di un nuovo “piano casa” volto ad ampliare le norme di liberalizzazione delle costruzioni private; istituzione del silenzio-assenso entro un massimo di 90-100 giorni, 180-200 per le città di oltre 100mila abitanti, per il rilascio del permesso di costruire.
Burocrazia: Semplificazione degli aspetti burocratici rivolti ad una maggiore sicurezza della privacy; istituzione del pagamento delle prestazioni sanitarie per i cittadini e consegna tramite web dei referti medici da parte delle Asl; pubblicazione su internet degli atti della PA; introduzione di una autorizzazione periodica per i trasporti eccezionali.
Fisco: abolizione, per lavoratori dipendenti e pensionati, dell’obbligo di comunicazione annuale dei dati relativi a detrazioni per familiari a carico; estensione del regime di contabilità semplificata a 400mila euro di ricavi per le imprese di servizi e a 700mila euro di ricavi per le altre imprese.
Imprese e credito: Modifiche al codice civile volte a rafforzare la disciplina del cosiddetto “patto di famiglia” ed a favorire la continuità nell’esercizio delle imprese.
Istruzione: Riduzione dei tempi previsti per assorbire i docenti precari, risolvere il problema dell'aggiornamento della graduatorie; costituzione di un Fondo per il Merito per erogare prestiti d'onore agli studenti universitari;
Servizi ai cittadini: Introduzione di un Autorità per l’acqua con la finalità di regolazione e controllo sui servizi idrici; diffusione di una carta d’identità elettronica contenente tutti i dati dei cittadini con validità di 10 anni per i maggiorenni e 3 per i minorenni.

Ufficio Legale

giovedì 5 maggio 2011

Record storico della benzina

record benzina.jpg Che l’Italia fosse il Paese con il prezzo più alto della benzina (13% superiore alla media europea) è risaputo, ma proprio in questi giorni ha raggiunto un nuovo record, sollevando numerose proteste. La benzina ha toccato il record di 1,6 euro al litro in conseguenza di due manovre: l’aumento dell’accisa da parte del governo e la speculazione sui prezzi delle compagnie che si ripercuote sui gestori delle stazioni di rifornimento.
I primi segnali dell’aumento si sono percepiti già da martedì quando Eni ha iniziato un ritocco ai prezzi, avviando un processo di corsa al rincaro che vede Tamoil in testa con un aumento di 0,6 centesimi arrivando a 1,599 euro al litro; mentre per quanto riguarda il gasolio il prezzo massimo è quello di TotalErg che ha superato la soglia di 1,5 euro al litro.
L’Unione Petrolifera ha precisato che i “recenti andamenti dei prezzi dei carburanti sono assolutamente in linea con l’evoluzione delle quotazioni internazionali che per la benzina nell’ultimo mese sono cresciute di oltre 2 cent/litro”.
Sta di fatto che a pagarne le conseguenze come al solito saranno gli italiani, in particolare il Piemonte, Veneto e Bolzano (dove il prezzo della verde ha raggiunto 1,632 euro al litro), ma soprattutto nel Mezzogiorno dove la soglia di 1,6 euro/litro è stata superata da tempo a causa degli addizionali regionali.
Il vero problema è legato soprattutto alla scarsa liberalizzazione di questo settore nel nostro Paese: le “pompe bianche” (stazioni di rifornimento non legate ai marchi delle principali compagnie petrolifere) che applicano tariffe più convenienti, sono ancora troppo poche e diffuse al Nord.

martedì 3 maggio 2011

Diritto al futuro: un consiglio per i giovani

Il Consiglio Nazionale del Notariato ha stretto un’intesa con il Ministero della Gioventù affinché vengano attribuite maggiori garanzie per il diritto al futuro dei giovani italiani.
L’iniziativa consiste nella disponibilità on-line d’informazioni riguardanti i temi della casa, del lavoro e della famiglia. Oltre alle pagine web disponibili sul sito ufficiale del Notariato, è possibile ricevere una risposta diretta anche grazie agli indirizzi e-mail presenti e distinti per ogni area.
Nel protocollo d’intesa si evidenzia che la collaborazione istituzionale tra il CNN e il Ministro della Gioventù è volta ad avviare iniziative comuni di studio e approfondimento delle problematiche giovanili, anche ai fini del miglioramento della normativa attualmente vigente. Con l’istituzione di uno specifico servizio telematico, curato dal Consiglio Nazionale del Notariato e accessibile sia dal sito web del Ministro della Gioventù che da quello del Consiglio Nazionale del Notariato, sarà possibile fornire una attività di consulenza e informazione rivolta a tutti i giovani che intendessero avviare attività comunque connesse alla funzione notarile.

Ufficio Legale

Ticket sanitari sempre più cari

ticket.jpg Ennesima stangata nel settore sanitario. Dopo la decisione da parte dell’Aifa (Agenzia italiana per il farmaco) di abbassare il valore dei rimborsi per i cosiddetti “equivalenti” dal 10 al 40%, provocando un aumento del costo del farmaco generico, Federfarma ha pubblicato i risultati sul rapporto 2010, mettendo in evidenza un aumento della spesa dei cittadini per l’acquisto di farmaci. Secondo l’indagine, gli italiani avrebbero speso quasi un miliardo di euro in medicinali, con un netto incremento rispetto all’anno precedente: ogni utente avrebbe quindi acquistato una media di 18 confezioni di medicinali con il ticket, ma la somma pagata di propria tasca sarebbe aumentata, incidendo sulla spesa lorda dal 6,6% dello scorso anno al 7,6%.
I ticket non sono comunque adottati in tutte le Regioni e le incidenze maggiori si sarebbero registrate in Sicilia, Veneto e Lombardia, con il 10% sul totale della spesa, per arrivare a quelle più basse (4% ) di Valle d’Aosta, Trento e Friuli-Venezia Giulia.
Il rapporto rivela inoltre che, nel 2010, è aumentato il numero complessivo di ricette  (+2,6%): in tutto quasi 587 milioni, con una media di poco meno di dieci ricette per cittadino. Le confezioni di medicinali erogate a carico del Ssn sono state oltre 1 miliardo e 73 milioni, con incremento del +2,6% rispetto al 2009. Questo perché si prescrivono più farmaci, ma in media il prezzo è più basso.
Le previsioni per il futuro sulle tasche dei cittadini, però, sono tutt’altro che rosee: infatti, una recente delibera, l’Aifa, ha abbassato i prezzi di riferimento di più di 4.000 medicinali, andando a maggiorare la quota differenziale tra prezzo del medicinale prescrivibile e prezzo di riferimento pagato dai cittadini che risiedono nelle regioni che non applicano il ticket sui medicinali.
Questa decisione, che si tramuterà ovviamente in un risparmio di 609 milioni all’anno per il Servizio sanitario nazionale, rappresenterà un ulteriore aggravio per il portafoglio delle famiglie.

lunedì 2 maggio 2011

Aerei, rinviate regole sui liquidi

liquidi aereo.jpg Nuove regole dell’Unione Europea per il trasporto di liquidi da parte dei passeggeri di un volo. Dal 29 aprile 2011, sarebbe dovuto entrare in vigore il Regolamento europeo 297/2010 che prevede la possibilità di introdurre liquidi ( aerosol e gel) nelle aree sterili a bordo degli aeromobili, a patto che siano sottoposti a controlli tramite apparecchiature di nuova generazione capaci di rilevare l’eventuale presenza di esplosivo. La norma introdotta, sarebbe stata applicata solo per alcuni casi particolari come l’aerosol e il gel acquistati da un viaggiatore al duty free in un paese terzo (al di fuori cioè dell’area Ue compresa anche Svizzera, Norvegia e Islanda)  in transito su uno scalo europeo. Alcune nazioni, tra cui l’Italia, avevano già deciso di non adottare questi vincoli, lasciando inalterati le regole per il trasporto di liquidi contenuti all’interno di recipienti della capacità massima di 100 millilitri ciascuno, contenuti in buste di plastica trasparenti e richiudibili, di capacità non superiore a 1 litro.
Il giorno stesso dell’entrata in vigore delle nuove regole, la Commissione Europea ha fatto dietro-front, tenuto conto del rischio concreto di creare ancora più confusione tra i passeggeri.
Sarà comunque solo questione di tempo, in quanto entro il 2013 tutti i Paesi dovranno uniformarsi allo spirito comunitario in base al quale il trasporto dei liquidi a bordo non dovrà più essere soggetto a restrizioni preventive, ma a sistemi di controllo, per mezzo di scanner ad alta tecnologia.

Direttiva UE per giocattoli più sicuri

dc20.jpg Il fenomeno della commercializzazione dei giocattoli pericolosi è in crescita costante in tutta Europa. Soltanto in Italia, nel 2010 la Guardia di Finanza ha sequestrato 8,8 milioni di giocattoli pericolosi (+55,8% rispetto al 2009) e 10,3 milioni di giocattoli contraffatti (-7,6% in confronto allo scorso anno). I primi due mesi del 2011 non sono molto incoraggianti: sequestrati oltre 2,17 milioni di giocattoli pericolosi e 745,6 mil giocattoli contraffatti.Così arriva dal 12 maggio un decreto legislativo che definisce il concetto di giocattolo (prodotto progettati o destinati, in modo esclusivo o meno, a essere utilizzati per fini di gioco da bambini di età inferiore a 14 anni) oltre ad indicare alcune tipologie di prodotti che non possono essere considerate giocattoli e che fanno esclusi dalla categoria .Attenzione è posta anche  sulle sostanze chimiche utilizzate.Il produttore ha una maggiore responsabilità ed è previsto un sistema di controlli che coinvolge anche i rivenditori, i quali devono contribuire alla creazione e conservazione di un sistema di dati che consentano di identificare il giocattolo in tutti i suoi passaggi. Queste misure servono a contrastare la contraffazione del marchio CE; i prodotti privi del marchio potranno essere presentati solo all’interno di fiere ed esposizioni, con chiara indicazione della mancanza di conformità.E c’è un’altra novità: il ruolo riconosciuto ad Accredia, l’Organismo nazionale italiano di accreditamento, che viene incaricato dell’attività di vigilanza degli Organismi di valutazione che operano nell’ambito delle attività propedeutiche alla marcatura CE dei giocattoli da parte dei produttori. Il Ministero dello Sviluppo Economico si occupa poi della successiva “notifica” alla Comunità Europea. Creare un organismo di controllo  unico  nato dalla fusione di altri 2 enti la SINAL  e la SINCERT  potrebbe aumentare la corruzione ?Questo ci chiediamo .In Europa i casi di intossicazione e ricoveri per giocattoli,indumenti,scarpe di importazione è preoccupante per cui l’Italia rischia di abbassare i suoi standard omologandosi a quelli della comunità europea .Il dito è puntato all’estero ma il problema è che le gli italiani non vogliono investire sul Made in Italy preferendo acquistare fuori dai suoi confini.

Antitrust sanziona rti per 200.000€

rti.jpg L’Antitrust ha irrogato una sanzione di 200.000€ in conseguenza all’infrazione dell’articolo 20 del Codice del Consumo da parte della società RTI S.p.A.
La pratica commerciale scorretta riguarda il fatto che Reti Televisive Italiane non abbia assunto misure adeguate di fronte alle richieste di recesso/disdetta dei contratti annuali per la fruizione del servizio “Easy Pay” di Mediaset Premium. Questa situazione ha di fatto impedito agli utenti di poter recedere dal rapporto con la società, vincolandoli, contro la loro volontà, oltre i 30 giorni previsti contrattualmente per la disattivazione del servizio. Oltre a tutto RTI proseguiva gli addebiti nei confronti dei propri clienti per un servizio di cui non desideravano utilizzare.
A riparo del danno causato, la società multata ha avviato un’iniziativa volta a regolarizzare le criticità verificatesi; in particolare, ha azzerato gli oneri a carico degli utenti coinvolti nel problema ed ha provveduto a rimborsare gli importi indebitamente pagai da tutti i consumatori che hanno effettuato un reclamo riconosciuto fondato.

Ufficio Legale

mercoledì 27 aprile 2011

Lavoro: booum dei voucher

voucher_lavoro_accessor.png Siete lavoratori occasionali? Allora sicuramente avrete sentito parlare di voucher lavoro. Il buono lavoro (o voucher lavoro) è un sistema di pagamento del lavoro occasionale accessorio, cioè di quelle prestazioni di lavoro svolte al di fuori di un normale contratto di lavoro in modo discontinuo e saltuario, introdotto dalla legge Biagi e partito ufficialmente nell’estate del 2008.
I buoni, emessi dall’Inps e venduti anche nelle Poste e nelle tabaccherie (successivamente alla convenzione siglata tra Inps e Federazione Italiana Tabaccai nel marzo 2010), del valore di dieci, venti e cinquanta euro sono così ripartiti: il 13% dell’importo è destinato alla Gestione separata dell’Inps, il 7% all’assicurazione Inail e il 5% per la gestione del servizio. Il valore netto quindi, di un buono di 10 euro ammonterebbe a 7,50 euro.
Questo metodo permette al datore di lavoro (privato) di beneficiare di prestazioni nella completa legalità, con copertura assicurativa Inail per eventuali incidenti sul lavoro, senza stipulare alcun tipo di contratto. Il lavoratore d’altra parte, può integrare le sue entrate attraverso le prestazioni occasionali il cui compenso è esente da ogni imposizione fiscale e non incide sullo stato di disoccupato, inoccupato ed è totalmente cumulabile con i trattamenti pensionistici.
Secondo le rilevazioni Inps, i voucher hanno riscosso un successo enorme nel territorio nazionale: in meno di tre anni sono stati venduti 15.334.521 voucher ( di cui 1,5 acquistati per via telematica) per un valore che supera i 150 milioni di euro e negli ultimi tre mesi si è registrato un incremento del 17,85%, che tradotto in cifre significa quasi due milioni di voucher venduti in poco meno di cento giorni.
I settori che hanno fatto maggior ricorso dei buoni sono: l’agricoltura (50%) seguito dal commercio (9%), dai servizi (7%) e turismo (4%), che hanno maggior bisogno di lavoratori stagionali.
Se al Nord i voucher sono ormai diventati una consuetudine (ai primi nove posti infatti troviamo regioni dell’Italia centro-settentrionale con il Veneto in testa) nel Sud la pratica fa ancora fatica a decollare. In coda alla classifica si trovano la Campania, Basilica e Calabria, regioni in cui il lavoro nero (soprattutto nei campi e nei cantieri edili) riveste ancora un ruolo importante del mercato occupazionale.

Equitalia: i servizi a portata di click

27-04-2011 equitalia.jpg Nasce gruppoequitalia.it il nuovo portale bilingue di Equitalia che consente un miglior approccio tra i contribuenti e la società incaricata alla riscossione dei tributi e contributi sul territorio nazionale.
Appena si accede al portale risaltano subito alla vista i due box centrali, quello dei “Servizi on-line” e quello degli “Strumenti”. Il primo consente di consultare l’estratto conto, pagare i tributi on-line, contattare l’assistenza, fissare un appuntamento in sede o entrare nell’area Enti. Invece, attraverso il box “Strumenti” è possibile calcolare le rate, scaricare il modulo per la rateazione, richiedere compensazioni e cercare sia il codice tributo, sia il conto corrente postale ICI.
Inoltre è disponibile la funzione “Trova lo sportello più vicino” che permette di trovare lo sportello Equitalia più vicino alla propria posizione geografica.
«La nascita di un portale unico per tutto il Gruppo Equitalia – dice il direttore generale, Marco Cuccagna – segna un traguardo importante perché, oltre a determinare numerosi vantaggi per gli utenti web, rafforza anche il senso di integrazione degli agenti della riscossione in un’unica squadra che opera sul territorio con un approccio condiviso e coordinato e che da oggi può dialogare con i cittadini attraverso una piattaforma comune».
Equitalia spa è una società per azioni, a totale capitale pubblico (51% Agenzia delle Entrate, 49% Inps) incaricata dell’attività di riscossione nazionale dei tributi. La mission del gruppo Equitalia è di contribuire a realizzare una maggiore equità fiscale, dando impulso, attraverso la riduzione dei costi a carico dello Stato e il miglioramento del rapporto con il contribuente, all’efficacia della riscossione. Equitalia, operativa dal 2006, è presente sul territorio nazionale, con esclusione della regione Sicilia, con 16 società partecipate.

Ufficio Legale