lunedì 11 aprile 2011

Tasse locali più alte

Negli ultimi 10 anni le tariffe dei servizi pubblici sono cresciuti più dell’inflazione. Nei primi mesi del 2011 molti comuni hanno già ritoccato le tariffe in settori molto importanti, incrementando le entrate tributarie nelle casse comunali. Gli incassi maggiori si sono registrati soprattutto grazie agli aggiustamenti apportati alla Tarsu (aumentati del 15,8%), la tassa sul servizio rifiuti che varia da regione a regione. Il servizio, secondo un recente rapporto, costerebbe di più al Sud, dove funziona peggio e meno al Nord, dove in media i risultati sono migliori: nel Mezzogiorno, considerando un appartamento di 80 metri quadri con tre occupanti, si spenderebbero intorno ai 210 euro l’anno, nelle isole si sale a 230. Al Nord Est si scende a 192 euro, al Nord Ovest a 184 per arrivare al Centro dove la spesa annua si aggira intorno ai 182 euro.
Altra voce che ha subito degli aumenti è quella sull’acqua, che negli ultimi 10 anni ha subito un incremento del 55%. Le differenze di prezzo, in questo caso, hanno una loro giustificazione territoriale visto che portare l’acqua nelle case in pianura non è la stessa cosa che in montagna. Ipotizzando un consumo di 200 metri cubi d’acqua l’anno, la spesa annuale in Toscana arriva a costare 462 euro, mentre le regioni più economiche sembrano essere il Molise (109 euro) e la Lombardia (104 euro).
Per quanto riguarda il trasporto pubblico locale, infine, rispetto a pochi mesi fa il prezzo del biglietto dell’autobus è aumentato di parecchio, tra ottobre 2010 e marzo 2011 del 25% a Genova, 20% a Bologna, Brescia e Parma fino al 33% a Lodi. Nei prossimi mesi si prevedono nuovi ritocchi in Lombardia in cui ci sarà un rialzo del 10% a partire dal primo maggio, così come in Piemonte dove si prospetta un aumento del 20%.
Il dilemma che attanaglia i consumatori rimane uno: le maggiori spese si tradurranno in un miglioramento della qualità dei servizi?

venerdì 8 aprile 2011

Contratti tipo: online la banca dati

L’Antitrust e le Camere di Commercio Italiane hanno creato una banca dati di contratti tipo con la finalità di tutelare i consumatori contro le clausole vessatorie. Secondo l’articolo 33 del Codice del Consumo, per “clausole vessatorie” s’intendono quelle note presenti “nel contratto concluso tra il consumatore ed il professionista che, malgrado la buona fede, determinano a carico del consumatore un significativo squilibrio dei diritti e degli obblighi derivanti dal contratto”. Nella maggior parte dei casi, i testi dei contratti, oltre ad essere difficilmente leggibili a occhio nudo, nascondono clausole ambigue e poche chiare, rendendo insufficientemente trasparenti diritti ed obblighi delle parti. Le Camere di Commercio, grazie alla legge 580/1993, hanno la facoltà di servirsi dei contratti tipo al fine di evitare preventivamente la comparsa di inconvenienti tra consumatori e imprese e di assicurare regole di trasparenza e di equità nella fase di stesura.
La lista dei settori dell’iniziativa in questione include artigianato, commercio, edilizia, immobiliare, servizi, trasporti e turismo. Ad ognuno di questi è associato il contratto tipo, il codice etico e il parere degli esperti, dove vengono indicate le clausole giudicate vessatorie.
Quindi prima di firmare un contratto e cadere in tranelli indesiderati vi consigliamo vivamente di visitare il sito internet www.contratti-tipo.camcom.it.

Ufficio Legale

mercoledì 6 aprile 2011

NOVITÀ SU ALIMENTI OGM E CLONATI

S’invoca a gran voce alla salubrità, alla sicurezza degli alimenti e poi non si arriva a nessun accordo sull’etichettatura dei cibi alterati. Il cittadino non deve sapere cosa sta mangiando, altrimenti ha la possibilità di scelta. Tutto questo viene deciso a Bruxelles dove non si è raggiunto l’accordo del Parlamento e del Consiglio Europeo sull’etichettatura della carne importata, per risolvere la questione che riguarda gli animali clonati e i loro discendenti. Così sulle nostre tavole potrà arrivare carne clonata a nostra insaputa. Secondo le analisi della Coldiretti, basate sui dati ISTAT, l'Italia nel 2010 ha importato carne fresca, congelata o refrigerata per ben 18 milioni di chili dal Brasile, per 9,3 milioni di chili dall'Argentina e per 1,3 milioni di chili dagli Usa, ossia proprio alcuni dei paesi in cui la pratica della clonazione si è diffusa più rapidamente. Per tale ragione le importazioni di carne proveniente da questi Paesi dovrebbero essere controllate con particolare attenzione in Europa e in Italia.
Se questi alimenti sono così sani e non ci sono pericoli, perché non può essere indicata la generazione? qual è la paura delle aziende nel sottolineare la clonazione dell’animale? in più ci saranno differenze nei costi della carne? sarà più o meno costosa? farà male? ne subiremo le conseguenze nei prossimi anni ?
Ma non c’è tempo di porsi certe domande che dalla Cina arrivano le prime informazioni su sperimentazioni che riguardano mucche che grazie a modificazioni genetiche riescono a produrre latte umano con l’aggiunta di lisozima lattoferrina e grassi al 20%.
Per i ricercatori cinesi, la bevanda "Potrebbe essere un'alternativa all'allattamento al seno e ai vari latti artificiali che spesso sono criticati come un'alternativa insufficiente per il neonato".
Un brivido però attraversa la schiena se pensiamo al futuro, animali che da secoli vengono allevati dall’uomo non sono più sufficienti per le sue esigenze economiche, la loro salute è sempre meno importante, l’industria alimentare dovrebbe avere più cura poiché dipendiamo da quello che mangiamo dipendiamo.
La possibilità di mangiare sano, alimenti non inquinati e non trattati, anche se esteticamente poco allettanti, può evitarci molte malattie e fornirci tutti i macro e micro elementi di cui abbiamo bisogno, senza così ricorrere a cure farmaceutiche. Dobbiamo essere più consapevoli e più attenti così da non farci schiacciare dalle aziende e dalle loro esigenze, il consumatore non è l’ultimo anello della catena ma il primo.

GRATTA E VINCI NEGLI UFFICI POSTALI

L’U.Di.Con. (Unione per la Difesa dei Consumatori), in qualità di associazione per i diritti dei consumatori, ha inoltrato all’Antitrust una richiesta di avvio istruttoria nei confronti di Poste Italiane S.P.A.
L’istanza è stata presentata recentemente a seguito della segnalazione di diversi associati e consumatori riguardo al fatto che, da diverso tempo, Poste Italiane S.P.A. provvede negli uffici postali alla distribuzione e vendita di biglietti “Gratta e Vinci”, sia per mezzo di distributori automatici installati all’uopo, sia direttamente agli sportelli.
Ufficio Legale

Per vedere il comunicato stampa completo:
http://www.udicon.org/public/file/comunicato%20stampa.pdf

martedì 5 aprile 2011

QUARTA GIORNATA IN PIAZZA PER L’ENERGIA

Domenica 3 Aprile 2011. Dopo le due giornate romane nei mesi di febbraio, e quella ad Albano laziale tenutasi la scorsa settimana, L’U.Di.Con è scesa di nuovo in strada con l’allestimento di un gazebo informativo in P.zza Mazzini.
La giornata di ieri è stata una delle tante negli ultimi tre mesi, che rientra nel progetto “Insieme doniamo energia all’ambiente”, promosso dall’Associazione per sensibilizzare i cittadini sulla tutela dell’ambiente e la riduzione dell’inquinamento. Il progetto intende diffondere e promuovere la cultura del risparmio energetico e l’educazione ambientale attraverso l’informazione diretta alla cittadinanza. Il contatto diretto rimane, infatti, il modo migliore per coinvolgere la popolazione in un tematica di importanza vitale soprattutto per il futuro.L’iniziativa ha avuto un considerevole successo soprattutto da parte di giovani e famiglie, interessati ad avere informazioni sulle agevolazioni e finanziamenti da parte del governo per interventi di ristrutturazione e manutenzione miranti al risparmio energetico. La campagna continuerà nei prossimi mesi, in altre piazze del territorio laziale.

lunedì 4 aprile 2011

Consumatori preoccupati per l'inflazione

L’aumento dell’indice dei prezzi sembra non arrestarsi. Secondo l’Istat l’inflazione è arrivata al 2,5% nel mese di marzo, toccando il punto più alto dal febbraio 2008.
A spingere l’indice dei prezzi verso l’alto, secondo l’Istat, sono soprattutto i generi alimentari insieme ai carburanti e ai prodotti energetici. Per quanto riguarda il settore alimentare, ad incidere sin maggior misura è l’aumento dei prezzi di latte e derivati (4,1% di più rispetto all’anno precedente) e frutta fresca (+ 5,7%).
L’aumento risente ovviamente delle tensioni sui prezzi dei carburanti: non poteva essere diversamente con la crisi libica in pieno svolgimento e il rincaro del prezzo della benzina che registra un incremento del 12,7 % rispetto a marzo 2010, nonché quello ancora più forte del gasolio che ha subito un’impennata del 18,4% annua.
A sostenere la dinamica dei prezzi sono soprattutto gli incrementi nel settore dei trasporti: all’interno di questo capitolo sono inclusi i voli aerei che sono aumentati in un mese del 12,7%, anche se l’aumento in parte legato a fattori stagionali e le assicurazioni sui mezzi di trasporto (+5,8%). Tutto ciò peserà nelle tasche dei consumatori che si ritroveranno a spendere 1240 euro in più rispetto all’anno precedente.

Rincari e bonus dall'AEEG

L’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas afferma che, a partire dal primo Aprile, i prezzi dell’energia elettrica aumenteranno del 3,9% e quelli del gas naturale del 2%. Traducendo il tutto in termini monetari, la spesa media annua dell’energia subirà un aumento di 16,5€, mentre per il gas naturale il rincaro sarà di 21€ l’anno. Questo incremento è dovuto sia alla crescita incessante delle quotazioni petrolifere sia agli incentivi finanziari sull’energie rinnovabili. Allo stesso tempo, ai nuclei familiari numerosi o in disagio economico sono stati erogati 2.800.000 bonus (2.100.000 per l’elettricità e 700.000 per il gas) equivalenti a circa 460 milioni di euro. Attraverso questi buoni è possibile risparmiare fino al 20% sulla bolletta dell’energia elettrica e il 15% sul gas. I due bonus sono cumulabili e consentono di ottenere una riduzione complessiva annua della spesa energetica tra 75 e 388 euro. L'esatto valore dei bonus dipende dalla numerosità del nucleo famigliare, dalla zona climatica di residenza e dal tipo di utilizzo del gas (per cucina, riscaldamento etc).
I bonus possono essere richiesti e rinnovati annualmente dalle famiglie in disagio economico (ISEE inferiore a € 7.500) o numerose (con oltre tre figli a carico ed ISEE inferiore a € 20.000) e da ammalati che utilizzano apparecchiature elettromedicali salvavita. Maggiori informazioni sono disponibili al numero verde 800166654 dello Sportello per il Consumatore.

Ufficio Legale